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lunedì 15 settembre 2008

Lavorare nella cosmetica: diventare presentatrice Avon

Con oltre un secolo di storia nel mercato della cosmetica, Avon è uno dei marchi di bellezza più apprezzati dalle donne di tutto il mondo.
Make-up, fragranze e cura della pelle, del corpo e dei capelli: questo l’ambito dei prodotti Avon. Tutti gli articoli di cosmetica vengono testati in laboratori degli Stati Uniti per garantirne la sicurezza e la compatibilità con tutti gli standard ambientali. Dai prodotti per l’abbronzatura, ai rossetti, alla creme per uomini: Avon è da sempre sinonimo di qualità.
Oggi Avon offre una grande opportunità alle donne in cerca di un lavoro nel campo della cosmesi: diventare presentatrice. Si tratta di un lavoro che, oltre a garantire di entrare a fare parte dell'azienda leader nella vendita diretta dei cosmetici, offre grandi margini di indipendenza. I Responsabili di Zona aiutano le ragazze candidate a crescere professionalmente nel più breve tempo possibile.
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domenica 14 settembre 2008

Un mese di sole invecchia la pelle di cinque anni

estate
Avete tentato di fare diventare la vostra pelle come quella di Antonella Mosetti (nella foto) sul Calendario For Men 2007? Cattive notizie, non per lei, che sicuramente si sarà protetta adeguatamente, ma forse per voi: un mese di sole fa invecchiare la pelle del viso di ben cinque anni. La soluzione? Il chirurgo estetico.

Giulio Basoccu, chirurgo plastico di Roma intervistato da Adnkronos, afferma: "Nei mesi di settembre, ottobre e novembre ci ritroviamo a incontrare pazienti con numerosi inestetismi da ultravioletti: sono soprattutto donne dai trent'anni in su che si sono esposte a lungo al sole durante le vacanze. Pazienti con una carnagione che tende ad abbronzarsi facilmente e che, proprio per questo, non hanno utilizzato le opportune protezioni per la pelle. Macchie color caffelatte sul viso, sul decolleté e sulle mani, infatti, sono un'eredita' frequente dell'estate dopo lunghe esposizioni al sole, causate anche da eritemi o scottature".

Per tutti questi inestetismi la migliore soluzione è il laser, ma per casi meno gravi basta una crema schiarente o un trattamento rivitalizzante all'acido ialuronico. Insomma, considerando queste spese post vacanza anche l'abbronzatura è un lusso: diventare neri rischia di fare andare il conto in rosso...

venerdì 5 settembre 2008

Punto G più visibile con la G-Spot Amplification

La chirurgia plastica non è solo una questione di estetica: sempre più spesso coinvolge anche gli aspetti psicologici della persona. L'ultima frontiera è quella del piacere sessuale. Gli americani, come al solito, sono pionieri nel campo della vaginoplastica, ed ecco allora che il dottor David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute di Los Angeles ha messo a punto un intervento davvero originale: il G-Spot Amplification. Vi avevo già accennato un anno fa, ma solo ora si sta spargendo la voce anche in Italia: l'Istituto italiano di laser-chirurgia sessuale per lui e per lei di Milano ha eseguito circa 25 interventi ed ha già ricevuto circa 200 mail di richiesta.

Vediamo in cosa consiste.

  • Per prima cosa bisogna individuare il punto G: sarebbe situato nella mucosa della parte anteriore della vagina a circa tre centimetri dal suo ingresso. Pare che in America lo abbiano persino fotografato!
  • Secondo passo: si inietta una sostanza anallergica e completamente riassorbibile appena sopra al punto G. Tale sostanza non è altro che un filler riempitivo a base di acido ialuronico o collagene che va ad ingrandire le dimensioni del punto G rendendolo più visibile e più riconoscibile.
  • La durata dell’intervento è brevissima: una fase preparatoria di mezz’ora e un minuto per l’iniezione. Spesso non serve nemmeno l’anestesia.
  • Controindicazioni: l'efficacia è di soli sei mesi, perché il filler è riassorbibile dell’organismo. Quindi in quei sei mesi, dateci dentro per ammortizzare l’investimento.

domenica 24 agosto 2008

Mastoplastica: le cinque regole del post intervento

Se vi siete operate per ingrandire il seno, dimenticate la figura del frammento qui a fianco. Gli esperti della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica hanno recentemente promulgato una lista di cinque consigli da seguire dopo l'intervento di mastoplastica additiva:

1) Addio topless: bisogna evitare esposizioni solari prolungate del seno, anche se protetto dal costume, per almeno tre mesi, altrimenti si rischia una cattiva cicatrizzazione
2) Si deve adoperare il reggiseno per almeno sei mesi, soprattutto se si sostiene un’attività fisica impegnativa
3) Stop al fumo almeno per un mese prima e un mese dopo l’intervento, e se possibile smettere definitivamente
4) Nei primi sei mesi è bene svolgere una modica attività sportiva, evitando sforzi pesanti. Per sicurezza è bene chiedere consiglio al proprio chirurgo ed eventualmente metterlo in contatto con il proprio personal trainer
5) Occorre introdurre nella propria dieta quotidiana frutti e verdure rossi ricchi di antiossidanti naturali. Anche l’aglio e le cipolle usati in misura ragionevole prevengono la fibrosi derivante da una cattiva cicatrizzazione.

mercoledì 6 agosto 2008

Spagna: chirurgia plastica per sembrare europei

Aida YespicaIn Spagna il business della chirurgia estetica cresce tra gli immigrati di origine latino americana: in aumento gli interventi di rinoplastica, meno costosi e grazie ai quali è facile cambiare i connotati. A seguire la blefaroplastica e operazioni più pesanti sui lineamenti del viso.

El Pais, quotidiano spagnolo, narra la vicenda di Orly Cuzco, un ventottenne equadoriano che si è fatto modificare i lineamenti inca per non essere più squadrato dalla gente. Il fenomeno, spiega il quotidiano, è già diffuso in Australia e Usa, dove molti chirurghi si sono specializzati nella correzione estetica degli occhi degli immigrati cinesi e giapponesi: si tratta di un modo per integrarsi nei luoghi in cui si vive o per reagire alle forme di razzismo diffuso. C’è anche chi sostiene che si tratti della diffusione globale del canone di bellezza occidentale, ma a furia di volere gente bionda ed alta in passato qualcuno ha finito per prendere una brutta strada. Meglio dunque lasciare perdere i criteri assoluti e tornare ad apprezzare quell’estetica del diverso che è portatrice sana di tolleranza: in fondo anche Aida Yespica (foto) si è rifatta ma ha mantenuto comunque le migliori caratteristiche sudamericane...

domenica 20 luglio 2008

Il chirurgo estetico da spiaggia

eva hengerA Rimini le pensano proprio tutte per animare le giornate dei turisti. Alla spiaggia Torquosise Beach Club il chirurgo Paolo Gottarelli, noto chirurgo estetico di Bologna specializzato in rinoplastica, ha valutato gli inestetismi delle bagnanti, dando consigli personalizzati sugli interventi di chirurgia estetica da affrontare o da evitare perchè superflui oppure nocivi.
In spiaggia si sono presentati anche due tecnici della prevenzione dell’Igiene Pubblica per verificare che non venissero effettuati interventi illegali. La solita burocrazia che invece di agire negli ospedali disastrati, si scaglia su un'iniziativa originale e che si presentava più come un consulto informale che come una visita da effettuare in studio. Meglio pensare alla madrina dell'iniziativa, che non ha certo più bisogno di consigli da chirurgo: la bella Eva Henger, di cui potete vedere un assaggio nella foto.

giovedì 26 giugno 2008

Disoccupati americani nuovi adepti della chirurgia estetica

La notizia arriva direttamente da New York: il numero di persone che negli Stati Uniti si sottopone a interventi di alla chirurgia plastica non tende a recedere a causa della crisi economica. I medici che si occupano di chirurgia estetica hanno anzi scoperto che sta progressivamente formandosi una nuova tipologia di cliente: si tratta di persone che hanno perduto il lavoro e vogliono sistemarsi il look e l'aspetto fisico in previsione dei futuri colloqui. Tra i trattamenti più in voga tra i disoccupati, le iniezioni di Botox contro le rughe, perché si sa, in un colloquio prima si guarda il viso e poi… beh, dipende: se il capo delle risorse umane è un maschio può darsi che lasci cadere l'occhio anche un po' più giù.