EsteticaMens: Come funziona un elettrostimolatore
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mercoledì 20 ottobre 2010

Come funziona un elettrostimolatore

Valido alleato di sportivi e atleti dilettanti, l'elettrostimolatore è diventato ormai un attrezzo alla portata di tutti, sempre più spesso protagonista di spot e campagne pubblicitarie che promettono risultati straordinari sulla tonicità muscolare e per la forma fisica in generale.
Per raggiungere velocemente questi ambiziosi obiettivi, però, è fondamentale sapere utilizzare correttamente l'elettrostimolatore, capire come funziona e seguire con attenzione le norme di utilizzo.
Il principio su cui si basa l'elettrostimolazione è molto simile a quello dell'allenamento tradizionale, anche se differisce per alcuni aspetti fondamentali, che è importante conoscere e tener ben presenti prima di iniziare ad usare regolarmente l'apparecchio.

L'elettrostimolazione, innanzitutto, è un impulso elettrico che agisce direttamente sulle placche motorie dei muscoli, simulando gli effetti della normale attività fisica in palestra.
Quando ci muoviamo, infatti, il sistema nervoso centrale, che fa capo al cervello, invia ai muscoli un impulso di corrente che giunge fino alla placca motoria del muscolo stimolandone il movimento, esattamente come fa l'elettrostimolatore attraverso gli elettrodi.
La differenza sta nel fatto che il movimento naturale di una determinata parte del corpo, come il braccio o la gamba, coinvolge diversi muscoli del corpo che vengono stimolati simultaneamente per produrre il movimento, mentre l'elettrostimolazione coinvolge esclusivamente uno o al massimo due gruppi muscolari alla volta. Questo può determinare, dunque, uno sviluppo innaturale e poco armonioso della massa muscolare. Occorre perciò prestare particolarmente attenzione all'intensità ed alla frequenza degli allenamenti localizzati.

La frequenza dell'impulso elettrico (Hz), riveste un'importanza particolare e va saputa modulare in base alla zona del corpo da trattare ed ai risultati che si intende ottenere.
Ogni elettrostimolatore, infatti, prevede specifici programmi di allenamento, studiati appositamente per agevolare l'utente finale nella scelta dell'impulso elettrico da somministrare.
I criteri considerati nei programmi di elettrostimolazione sono principalmente tre: la presenza di capillari, la quantità di mioglobulina e la tipologia della fibra muscolare da trattare (fibre bianche o rosse). Ogni muscolo, infatti, reagisce in modo diverso agli impulsi elettrici, con contrazioni più o meno veloci e con un diverso meccanismo di produzione di energia (aerobico o anaerobico) che determina risultati diversi in termini di tonicità ed allenamento.
L'intensità dell'impulso (mA) , infine, determina la quantità di lavoro e lo sforzo a cui il muscolo è sottoposto, e deve essere pertanto preimpostata nell'elettrostimolatore prima di iniziare l'allenamento. Per evitare sgradevoli effetti collaterali, come la formazione di dolorosi acidi lattici o lo sviluppo eccessivo di alcuni gruppi muscolari isolati, occorre prestare la massima attenzione: non attribuire mai un carico di lavoro eccessivo ed aumentare gradualmente l'intensità dell'elettrostimolazione fino a raggiungere la soglia massima di tensione.

In definitiva, dunque, per far funzionare correttamente l'elettrostimolatore è importante scegliere il programma giusto, mirato alla specifica zona del corpo che si intende trattare, e modulare l'intensità dell'elettrostimolazione in modo adeguato, senza mai esagerare.
In generale, due o tre sedute settimanali sono più che sufficienti per raggiungere buoni risultati, avendo sempre cura, però, di rispettare i tempi di recupero e mantenere una certa regolarità e costanza nell'utilizzo.

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